mimmo fontanella ceremonial photographer

SEMPRE MENO MATRIMONI

COLPEVOLI DI AVER STUDIATO

Quando il futuro è appeso ad un filo sottilissimo fatto di milioni di speranze frustrate dall’incertezza del domani. Cronaca ‘cronica’ dello stato di tanti giovani come me che, nonostante le lauree, i master, le qualifiche varie “arrangiano” o meglio “tirano a campare”. Noi figli di quella generazione perduta per i quali la casa, i figli, la famiglia come l’hanno inseguita e raggiunta i nostri genitori appare sempre più essere un miracolo. Già ’o miracol, quello che a Napoli, ancor più che nel resto del paese, appare essere il solo elemento da invocare, l’unico capace di dare speranza a quei tanti che dopo una vita spesa tra le pagine dei libri sono adesso costretti nelle morse del precariato. La chiamano flessibilità, mobilità, razionalizzazione della forza lavoro. Già lavoro. Ma quale? Quello mascherato da pseudo sfruttamento dei call center, quello di lunghe gavette simili a tunnel senza uscita o quello dei tanti, troppi corsi di formazione, l’ultima carta della nostra fantapolitica che allatta i suoi figli al seno dell’ipocrisia e del raggiro. Il lavoro, quello vero, quello della dignità descritta nell’articolo 1 della nostra Costituzione in Italia è poco, pochissimo, ormai ridotto al lumicino. I giovani sono aiutati dai loro genitori, i genitori gravati dalla crisi economica. Il paese nella morsa della recessione dalla quale non si vede via d’uscita. Niente lavoro, niente futuro quindi nessuna dignità. Perché un uomo che non lavora è un personaggio ‘monco’ al quale la linfa vitale è stata succhiata via. Siamo della generazione di quei ‘fantastici anni Ottanta’, sono passati ormai trent’anni e le speranze sono ormai corrose come quel lavoro sempre più miraggio in questo deserto ormai chiamato Italia.

Stefano di Bitondo

mimmo fontanella ceremonial photographer


MIMMO FONTANELLA UN EMOZIONE IN UN CLIK

UN EMOZIONE IN UN CLIC

LA FOTOGRAFIA, UN FRAMMENTO DI REALTA’ CHE HA VALORE SOLO SE E’ AUTENTICA

I matrimoni sono scanditi dalle foto, dagli scatti che ritraggono gli sposi in ogni momento di un giorno unico e speciale, proprio per questo irripetibile. Il fotografo di matrimoni deve saper cogliere ogni istante senza essere invadente, riuscendo a narrare e rendere eterne sulla carta le emozioni degli sposi, dei loro cari, dei loro amici.

In un giorno così importante gli sposi devono poter contare su professionalità, discrezione e sensibilità, ovvero su un fotografo che con un passo avanti catturi in uno scatto uno sguardo o un piccolo gesto, un emozione che viene dalla sua stessa anima mentre con un passo indietro lasci gli sposi al centro della scena e liberi di essere se stessi.

Le foto delle nozze dovrebbero essere uno dei pensieri più importanti per chi decide di fare il grande passo.

Il fotografo di nozze è un investimento prezioso, capace di afferrare e immortalare il fascino, la spontaneità e l’atmosfera della giornata ritraendo, nelle foto di matrimonio, gli sposi con la loro personalità, ma anche guidandoli nelle scelte e incontrandoli per discutere i loro gusti, le loro esigenze e le loro aspettative.

MIMMO FONTANELLA UN EMOZIONE IN UN CLIK


IL MATRIMONIO A NAPOLI HA SEMPRE UN NUMERO

IL MATRIMONIO A NAPOLI HA SEMPRE UN NUMERO

IL MATRIMONIO E’ SEMPRE  ” NU’ NUMERO”!

Ogni evento particolare, allegro o triste che sia, può essere un messaggio della Dea Bendata, o meglio…della “bona ciorta”, per conquistare un facile guadagno. Giocare i numeri del matrimonio, allora diventa quasi un dovere, considerato anche un regalo per quel giorno ce lo si aspetta anche dall’Alto! Così è facile che gli sposi e qualche invitato approfittino del momento delle foto per una capatina alla ricevitoria dove, in genere, si definisce il puntare sulla data del giorno delle nozze o su quella di nascita. Ma sono quei piccoli fatti che sempre succedono che possono effettivamente determinare una vincita. Così il prete che si è addormentato durante la funzione fa…, la nonna che per cantare l’Ave Maria si è persa la dentiera fa…, lo zio con i pantaloni indietro strappati fa… e cufecchie (pettegolezzi) fa…

E poi ci sono i sogni con i protagonisti parenti deceduti, che, per partecipare in qualche modo alla felicità dei giovani, danno qualche numero. Così è facile il bisnonno “Rafele”, che  in realtà non si è mai conosciuto, regali al neo sposo un segnale per un terno secco che, in caso di vincita, si aggiudicherà ad ogni ricorrenza fiori freschi sulla tomba, la fotografia nuova e un sistema di illuminazione che ricorderà la migliore Piedigrotta

 

IL MATRIMONIO A NAPOLI HA SEMPRE UN NUMERO


IL RITO DEL CAFFÈ

Qualunque sia l’occasione, chi è ospite deve ”per forza” gradire un caffè. Un dovere da cui nessuna padrona di casa napoletana si può esimere anche se si sta preparando per il matrimonio dei propri figli. Così in mezzo a tutto il ”bordello” di arrivi e congedi, è normale che la donna lasci tutti e tutto per armeggiare con la macchinetta che in alcune case è ancora quella classica fatta di latta. E mentre l’acqua, si prende il suo tempo passando attraverso il filtro, sembra quasi che si celebri un rito fatto di primi commenti sulla giornata di festa.

A casa dello sposo l’argomento principale sono i sacrifici fatti per portare avanti quel figlio tanto amato. Dalla sposa, invece, il liquido profumato versato nelle tazze induce a qualche pettegolezzo, o meglio "cofecchia“, che quasi sempre comincia così:  "avete visto, ancora deve arrivare…  stà facendo tardi, …ma chell’ò fà apposta pè fà gli ultimi dispetti! Dovete sapere…quella è gelosa perchè ha trovato un gioiello di giovane, è bella e pò è figlia a me…! E poi…non ha cacciato un centesimo."

Infatti non manca mai quella piccola dose di sfarzo raccontando alla vicina di casa di quanto è costato l’abito, il pranzo e le bomboniere di limonge firmate Pignatelli. Intanto arriva il parrucchiere con la truccatrice mentre noi dopo aver ascoltato tutto preoccupati, gli imponiamo anche qualcosa da bere e perchè no, qualcosa anche da mangiare, magari una bella mozzarella di bufala con un pò di pane. Eh già, perchè senza la pancia piena e senza quel caffè non si carbura, potremmo anche lavorare male e, specialmete con l’ansia, se la sposa caratterialmente è uguale alla mamma e magari, per completare il quadro, è anche brutta come il padre!


mimmo fontanella fotografo napoli gli sposi volevano la pizzama tu vuliv a pizz

MA TU VULIVE A PIZZA?

GLI SPOSI VOLEVANO LA PIZZA

Anche se ad attenderli c’è un luculliano buffet, gli sposi: Bruno, noto pizzaiolo Napoletano e la moglie Antonella, non rinunciano mai a quella pasta leggere e morbida cosparsa di fior di latte e… “pùmmarola ‘n‘gòppa”.

Così la tappa ai tribunali alla Pizzeria Sorbillo o alle storiche pizzerie di Napoli, diventa l’occasione buona per qualche foto originale e per fermarsi, che con quell’ inebriante profumo di basilico sono riuscite ad attirare noti attori ed anche i più importanti Capi di Stato.

Alla classica Margherita qualcuno preferisce il cosi detto ” Calzone imbottito fritto“, dai tempi della guerra chiamato ” pizza oggi a otto “, praticamente pizza a credito “mangi oggi e paghi dopo otto giorni”, fatto con mozzarella, cicoli (ciccioli), ricotta e pepe, che la bella Sofia Loren nell’anno 1954, impastava nel celebre film L’oro di Napoli, con Vittorio De Sica, Totò, Eduardo De Filippo, Paolo Stoppa e Silvana Mangano. A rilanciare il meccanismo per la gente del quartiere di Via Tribunali, la nota pizzeria Sorbillo ripropone l’usanza. Infatti, spiega Sorbillo, che è il momento di essere solidali, vendere la pizza oggi a otto, cioè far credito, significa dar fiducia e credere nella città e nei napoletani. In questo periodo di grande crisi economica e di collasso del sistema economico nazionale e internazionale come al solito al Sud si soffre più degli altri.

Quindi cosa importa se si è agghindati a festa…!  La pizza è una cosa seria e va mangiata rigorosamente con le mani, pure a rischio di una macchia sull’abito bianco o sul vestito del grande pizzaiolo

 

mimmo fontanella fotografo napoli gli sposi volevano la pizzama tu vuliv a pizz


disoccupati duomo napoli

LO SCIOPERO FERMATO

Per il “ SI “ i disoccupati di Napoli hanno sospeso il presidio del Duomo.

Gli sposi Anna e Andrea,  si sono fermati davanti agli striscioni, facendosi fotografare dopo le nozze in segno di solidarietà con i manifestanti, anche per ringraziarli del loro grande cuore. Mai nessun matrimonio è stato tanto affollato come quello di Anna e Andrea. Erano a migliaia, dentro e fuori il Duomo di Napoli. Con striscioni e cartelli inneggiavano, auguravano, applaudivano gli sposi. Però, in realtà, non li conoscevano nemmeno. Quello che io, Mimmo Fontanella, sto per raccontarvi è il matrimonio più imprevedibile che abbia mai scattato. Nel senso che gli sposi avevano previsto tutto ciò che era prevedibile  per una cerimonia come questa, ma il fatto che il Duomo potesse essere occupato da una manifestazione sindacale proprio nel giorno fissato per le nozze non l’avevano proprio previsto. Il presidio degli eurodisoccupati, come si sono definiti i manifestanti, è stato sospeso dopo laboriose trattative, giusto il tempo per consentire agli sposi di pronunciare il fatidico “SI”. Poi gli sposi se ne sono andati, salutati dal lungo applauso degli ottomila manifestanti e il Duomo è tornato ad essere presidiato. Non deve stupire questo clima, nella realtà di Napoli. Migliaia di disoccupati, ormai al culmine della disperazione per la mancanza di prospettive di lavoro, hanno organizzato manifestazioni un pò ovunque, ma Napoli è sempre Napoli e il suo cuore rimane comunque grande: davanti a una coppia di sposi anche i disoccupati si sono sentiti in dovere di collaborare, partecipare, salutare, applaudire, unirsi a loro e farsi fotografare tutti in gruppo. Napoli è così, col suo cuore e con la sua straordinaria capacità di improvvisare: è l’arte di arrangiarsi commuovendosi e commuovendo tutti, compreso il grande Eduardo.

 

disoccupati duomo napoli