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La bustarella per il matrimonio

LA BUSTARELLA CHE NON CERCA RACCOMANDAZIONI

A New York pare che imperversi la moda di un matrimonio sempre più “alla grande” con un conto finale pagato direttamente dagli invitati. Così i più arguti wedding planner consigliano una lista di nozze che, al posto di vetri e porcellane, preveda il conto del fioraio, del fotografo o del parrucchiere.
In realtà la moda americana ha ben poco di nuovo, considerato che da sempre a Napoli, così come in tutto il sud Italia, le spese del matrimonio e soprattutto del ricevimento, sono sostenute dagli ospiti degli sposi. Infatti, l’usanza della “busta“, ovvero quel ” tot ” di denaro in contanti regalato insieme ad un biglietto di auguri, si perde nella notte dei tempi, costituendo un segno di affetto da parte di amici e parenti per agevolare la nuova famiglia nelle prime spese che, spesso, possono coincidere proprio con il conto del ristorante o quello del viaggio di nozze.
Per la cifra da elargire esiste una sorta di decalogo non scritto che segue delle regole ben precise. Infatti, la busta di compari e testimoni deve essere più sostanziosa così come quella dei nonni. In genere il grado di generosità dipende anche dal prestigio della famiglia, la cui posizione sociale, comporta il dono di una bella sommetta ( anche per non rischiare di sentirsi dire “Cù tutte ‘e sord c’à tèneno …so stat’ proprie d’e perucchi!”). Per parenti e affini la “sostanziosità” della busta è rapportata anche e principalmente al numero dei partecipanti al ricevimento:  “ Nun putimm fà che jamm ‘a mangià 5 e nuje e c’è mettimm solo 200 euro.
In ultima analisi… un assegno ballerino a “cavallo di ritorno” che a sua volta verrà girato al fotografo…!!!

mimmo fontanella (57)